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Il Bouledogue Francese

PRESENTAZIONE
Il Boule, dal francese il “Botolo”, nome che identifica in modo esemplare la singolare fisicità di questo mini molosso, con occhi dalle espressioni umane, orecchie da pipistrello e musetto rincagnato… straordinariamente unico.
Dolcissimo cane da compagnia a pelo raso, adatto a vivere in appartamento, in quanto particolarmente pulito e non chiassoso (abbaia raramente e solo se necessario). A differenza di quello che si crede, non sbava.
Il Bouledogue ha un carattere unico: è sempre felice, mai aggressivo.

BAMBINI E ANZIANI
Preferisce la compagnia umana a quella dei suoi simili, adora i bambini sopportandone con eroica pazienza ogni sorta di gioco tanto da meritare l’appellativo di “cane baby-sitter”, e condivide molto volentieri la compagnia delle persone anziane, amando le coccole e la comodità.

PET THERAPY
Il Bouledogue Francese, per le sue eccezionali caratteristiche, è un cane particolarmente adatto per la Pet Therapy (vedi approfondimento).

SALUTE
Non è delicato come può sembrare: se tenuto in modo corretto, è una razza robusta che si ammala poco. E’ essenziale comunque scegliere un cucciolo di ottima genealogia. Come tutti i cani a muso molto corto ha qualche difficoltà di respirazione, soffrendo molto il caldo. Non bisogna assolutamente lasciarlo al sole per troppo tempo e nemmeno farlo mai passeggiare durante le ore centrali del giorno.

STANDARD
standardLa testa è molto forte, larga e squadrata: la pelle forma rughe e pieghe quasi simmetriche; il cranio è largo, quasi piatto, con fronte convessa; stop molto accentuato; canna nasale corta e larga, naso molto corto e rincagnato. Gli occhi sono grandi, rotondi e scuri. Le orecchie attaccate alte e portate diritte. Gli arti devono essere bene in appiombo: quelli posteriori leggermente più lunghi di quelli anteriori, in modo che la groppa risulti un po’ elevata. La coda è corta, attaccata bassa, ritorta o naturalmente tronca, affilata all’estremità. Il mantello a pelo raso, dal colore fulvo uniforme, con o senza tigrature, o con macchie bianche limitate (bringeé); colore fulvo, tigrato o no, con macchie bianche di media grandezza o predominanti (caille). Tutte le sfumature di fulvo sono ammesse, dal rosso al caffelatte. Taglia: è richiesto soltanto un peso non inferiore agli 8 Kg e non superiore ai 14 Kg.

Edoardo VII con Peter

Edoardo VII con Peter

L’origine del Bouledogue Francese è misteriosa, nonostante la Francia venga considerata la patria di questo cane.
E’ un molossoide, quindi di certo deriva dal mastino del Tibet, all’origine di tutti i cani dal corpo tozzo, dalla grossa testa quadrata, dal carattere forte e coraggioso.
Storicamente la selezione dei molossi si è rivolta nello scegliere soggetti grandi e robusti, ma è pure vero che nei secoli si sono sviluppati, probabilmente da accoppiamenti più o meno casuali tra cani grandi e tarchiati con altri più bassi e leggeri, dei piccoli mastini. Infatti tra gli anni 1850 e 1880 in Gran Bretagna si trovavano dei mini molossi denominati Bulldog (in realtà lontani parenti di quelli che conosciamo oggi) e, parallelamente in Francia, c’erano cani di dimensioni simili al Toy Bulldog, presenti principalmente nei sobborghi di Parigi.
Molti studiosi affermano che i piccoli mastini francesi fossero diretti discendenti di quelli d’oltremanica, pervenuti in suolo parigino insieme a commercianti e prestatori d’opera inglesi che emigravano in cerca di lavoro. A Parigi questi cani venivano chiamati “Terrier Boule” (probabilmente sottintendendo l’origine mista tra molosso e Terrier) o “Ratie”, senza dubbio a causa della loro proverbiale bravura nella caccia ai ratti.

Il Bouledogue Francese ha quindi origini molto umili, compagno di mercanti spesso appassionati di combattimenti tra cani.

La nuova vita per questi affascinanti cani inizia dal 1875, quando qualche amatore avverte il desiderio di selezionare i soggetti più belli, privilegiando quelli con arti corti e muscolosi.

Finalmente dai sudici sobborghi il Bouledogue presto conquista i salotti bene dell’aristocrazia dell’epoca, apprezzati sempre più come compagni dal temperamento spiccato e dalla simpatica presenza. Il piccolo Bouledogue approda quindi nella borghesia benestante ed anche in certe famose case di tolleranza, diventando una delle muse ispiratrici preferite della pittura della Belle Epoque e conseguentemente un gradito ospite nelle dimore di personaggi famosi.

Persino il Principe di Galles, primogenito della regina Vittoria, futuro re Edoardo VII (1841-1910) s’innamora del Bouledogue Francese, considerandolo il suo cane preferito.

Nel 1912 il Bouledogue Francese viene riconosciuto dalla Federazione Cinologica Internazionale (FCI ).

Nel 1911 vennero introdotti i primi esemplari in Italia grazie all’interessamento del professore Giuseppe Solaro e del marchese De Mari.
Per i successivi sessanta anni fu difficile vedere Bouledogue Francesi nel nostro Paese.
Negli anni ’70 qualcuno credette nella razza, lanciandosi nella difficile impresa di allevare cani praticamente sconosciuti. Tra questi pionieri la signora Flora Faller, con l’affisso “dei Silvanbull”, riuscì per prima a conquistarsi grandi meriti e risultati non solo in Italia.

L’allevamento “CASA TECCHIO” nasce anche grazie ai preziosissimi consigli e all’aiuto della signora Faller, divenuta peraltro grande amica di Jackeline Tecchio.

pet t imgFu lo psichiatra infantile, Boris Levinson, a enunciare per la prima volta, intorno al 1960, le sue teorie sui benefici della compagnia degli animali, che egli stesso applicò nella cura dei suoi pazienti.
Una terapia singolare, dalle caratteristiche e dai risultati sorprendenti: la Pet Therapy si basa sul rapporto tra due esseri viventi, con caratteristiche differenti. Da una parte l’animale, con il suo bagaglio di spontaneità, dall’altra persone bisognose di affetto e di trovare una chiave personale per entrare nel mondo.
Andare a cavallo, ma anche solo accarezzare un cane o un gatto, aiuta a risolvere disagi fisici e psichici. È stato dimostrato che la presenza di un animale migliora, dal punto di vista psicologico, la vita dell’individuo, diminuendo solitudine e depressione, agendo da supporto sociale, dando impulso alla cura di se stessi e diventando una fonte di attività quotidiane significative. Spazzolare, giocare, nutrire, lavare un animale aiuta a migliorare l’aspetto fisico in soggetti affetti da handicap fisico. Gli animali possono diminuire l’ansia e abbassare lo stress divenendo una fonte di contatto piacevole, una visione rilassante e una percezione di sicurezza e tranquillità, aumentando autostima, autocontrollo, indipendenza ed autonomia.

Il termine pet-therapy indica una serie complessa di utilizzi del rapporto uomo-animale in campo medico e psicologico. Occorre distinguere tra:

1. Animal-Assisted Activities (AAA) viene tradotta in “attività svolte con l’ausilio di animali”
Le attività hanno l’obiettivo primario di migliorare la qualità della vita di alcune categorie di persone (anziani, ciechi, malati terminali,ecc.).
Sono interventi di tipo educativo e/o ricreativo che, finalizzati al miglioramento della qualità della vita, possono essere erogati in vari ambienti da professionisti opportunamente formati, para-professionisti e/o volontari, insieme con animali che rispondono a precisi requisiti. Le AAA sono costituite da incontri e visite di animali da compagnia e a persone in strutture di vario genere.

2. Animal-Assisted Therapy (AAT) viene tradotta in “Terapie effettuate con l’ausilio di animali” o Uso Terapeutico degli animali da compagnia (UTAC) secondo il Centro di collaborazione OMS/FAO per la sanità pubblica veterinaria e l’Istituto Superore di Sanità.
Si tratta di una attività terapeutica vera e propria (cioè con precise caratteristiche) finalizzata a migliorare le condizioni di salute di un paziente mediante specifici obiettivi. 
È una terapia di supporto che integra, rafforza e coadiuva le terapie normalmente effettuate per il tipo di patologia considerato.

IL BOULEDOGUE FRANCESE E LA PET THERAPY
sfondo pet2Nelle vene del Bouledogue Francese scorre un miscuglio unico di sangue Terrier, che gli dona vivacità ed allegria, e sangue di Molosso, che gli trasmette sicurezza e capacità di sopportazione.
Tutto ciò ha creato un’indole estremamente accattivante che rende il Bouledogue Francese un compagno adatto a tutte le persone.

E’ capace di stupire tutti con le sue buffe esibizioni; ama moltissimo i bambini con i quali adora giocare per ore sbizzarrendosi in corse pazze e divertenti evoluzioni, sopportando con straordinaria pazienza l’irruenza infantile e i giochi pesanti, senza mai dimostrare la minima aggressività.
Come si diverte a giocare, il Bouledogue si adatta benissimo a vivere in poco spazio senza pretese, poiché riesce ugualmente ad essere felice e vivere tranquillo sulle ginocchia o magari sul tappeto accanto ai piedi del suo padrone, oziando come nessuno.
L’importante è che il Bouledogue si senta amato, e sarà il cane più felice del mondo, indipendentemente se potrà scorazzare o rimanere pacifico davanti alla televisione.

Questo è il Bouledogue. Il cane non cane.

La sua stupefacente personalità rende il Bouledogue Francese adattissimo alla Pet Therapy, privilegiato anche dalle sue piccole dimensioni, quindi per tutti facile da tenere in braccio o tenere su di sé, e dalla sua innata predisposizione di preferire, come pochi altri cani, la compagnia umana a quella dei propri simili, creando uno speciale feeling con il compagno disabile, con l’amico malato o anziano e con il bambino desideroso di intesa e legame emotivo.